
Gentile direttore,
ho letto qualche giorno fa sul suo giornale un articolo a firma di Fabrizio Geremicca sul “Caso Alimuri”, ma articoli simili sono apparsi anche sul Il Mattino e su La Repubblica –Napoli. Lei certamente ricorderà, che l’anno scorso fu il sottoscritto a denunciare quello che definisco ancora oggi un accordo scellerato tra Ministero dei beni ambientali, Regione, Provincia e Comune di Vico Equense e vorrei avere proprio per questo, un diritto di replica. Il suo giornale soprattutto dette molto spazio a tutto l’”affaire”:la SA.AN, società di proprietà della famiglia Normale, acquista lo scheletro di un albergo abusivo, con licenza illegittima e impegnandosi a demolirlo, in parte anche con soldi pubblici ne patteggia la ricostruzione con uguale volumetria (15 metri cubi, mi verrebbe da dire : un’inezia visiva), in altra zona di VicoEquense, con in più la possibilità di insediare-una volta abbattuto l’eco mostro- sulla stessa area -un complesso balneare Questa società e questa famiglia, non sono imprenditori qualsiasi, nel senso che non sono propriamente i primi venuti. La signora intestataria della SA.AN è la mamma della signora Anna Normale, moglie dell’ Assessore alla Promozione delle Attività Produttive Andrea Cozzolino. Oggi, dopo un anno l’”affaire” sta andando avanti, con la stessa protervia di allora e lo stesso disprezzo per le leggi urbanistiche esistenti. La SA.AN sta praticamente trattando per l’acquisto di un terreno di proprietà Oliviero in località Pietrapiano: una delle più grosse aree di verde che da via le Pietre arriva fin sotto il costone roccioso che delimita l’area. La stampa, compreso il suo giornale hanno riportato la notizia, ma l’asetticità dell’informazione lascia sconcertati. Nessuno ha detto che quando si andrà in Conferenza di Servizi, l’affare sarà già concluso e se non si è ancora andati in Conferenza di Servizi, è solo perché la SA.AN sta tentando di recuperare anche la possibilità di costruire lo stabilimento balneare nella stessa zona dove ora si trova lo scheletro dell’albergo. Questa possibilità le era stata preclusa anche da un parere negativo espresso dall’Autorità di bacino del Sarno, vista l’alta pericolosità della zona. In pratica la famiglia Normale vuole fare l’en plein alla faccia di tutti e soprattutto alla faccia delle Istituzione preposte al controllo del territorio e alle leggi che ne regolano lo sviluppo. Un atteggiamento molto in voga oggi in Italia a destra ed a sinistra, dove le leggi le devono rispettare solo i poveracci mentre i potenti ne possono fare a meno. Detto in soldoni la SA.AN vuole portare a compimento quel progetto scellerato, oggi reso possibile grazie a questa vulgata di liberismo selvaggio in materia di edilizia e territorio, che smantella PUT e PRG grazie ad indirizzi politici dubbi e discutibili. Solo così si può spiegare come sia possibile scardinare un Piano Regolatore Generale , che a Vico Equense non prevede neanche la costruzione di lotti abitativi per case popolari e ora invece rende possibile in pieno centro la costruzione di una struttura di 15 mila metri cubi: le case popolari no e il mega albergo super galattico si? Ad una sola famiglia è consentito un affare megamilionario e a tante famiglie si nega il diritto di avere una casa? Questo è quello che avrebbe dovuto dire la stampa e invece non ha detto.Eppure ci sono state interrogazioni parlamentari sul caso che è stato anche interesse della Procura, ma l’affare sta andando avanti e sicuramente l’albergo si farà: un segno inequivocabile del degrado istituzionale e politico in cui siamo precipitati. Però Vico Equense avrà un altro ecomostro nel centro realizzato con minimi investimenti privati e tanti soldini pubblici, avrà un territorio soffocato da altro cemento, avrà mega parcheggi sotterranei che dovevano essere pubblici e che pure sono diventati un affare privato, nel frattempo i cittadini normali – non come la famosa famiglia - pagano fitti stratosferici, pagano il mare che doveva essere di tutti e mancano di servizi appena decenti: una casa di riposo per anziani, scuole agibili , una piscina pubblica ecc. ecc. Il caso Alimuri, gentile direttore, è tutto questo e non solo l’informazione asettica che ho ricevuto in questi giorni.Grazie.
Franco Cuomo
