Capita, si certo che capita…Sto coi piedi a mollo nell’acqua tiepida con schiumetta su una scoglio. Guardo l’orizzonte oppresso da foschia il caldo e l ‘afa insopportabili. Pensavo ai pompini della Carfagna e al comizio della Guzzanti:mi tuffo o non mi tuffo. Indugio nei pensieri che si slabbrano tra l’etica e l’estetica. Un sacchetto di plastica mi sfiora un polpaccio.Gesù!Non si può più venire neanche alla Solara. << Scusa…mi terresti la maschera per piacere ?>>. Allungo la mano la prendo lui mi sfiora la mano la mia. << E’ torbida oggi …non si vede niente>> E’ rossiccio un po’ irish peolpe, mi sorride poi viene fuori con uno scatto agile: belle cosce piantate alla Gattuso, ma chiare:belle lo stesso.Non ho più pensieri. Qualcuno alle nostre spalle gracchiante:<<ehi! Belle statuine vi scostate?>>. <<Mi chiamo Tonino>> mi fa<< ti togli gli occhiali?>>.<< lo avevo intuito che ce li avevi azzurri>> e sorride.Ho ancora la sua maschera in mano intanto le checche selvagge alle spalle:<<Uehhhh!!!Ma ve levate o noo?>> Sorride.Sorrido anch’io. Sto per scivolare. Lui mi tiene.Gesu!.Non penso più alla Guzzanti e nemmeno ai pompini della Carfagna. Arrivano onde da aliscafo le checche si tuffano nella schiumetta e sul sacchetto di plastica . Continua a tenermi per i fianchi.Oh Gesù!Fa un caldo maledetto lui mi sorride. Capita…si .Certo che capita.
