cronache da agharta

Cultural studies, Porn theory, Queer/gender studies, altered states of consciousness, urban anthropology,Conteporary Philosophy and contemporary art, politics, countercultures and radical thought, literature,art and emotions sociology, body manipulation,gay life especially bears-people, electronic music, indipendent publishing, media studies, indipendent design. Questo blog non può essere considerato una testata giornalistica, in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità predefinita. Pertanto, ai sensi della legge n. 62 del 7 marzo 2001, non può essere considerato un prodotto editoriale.
giovedì, 19 novembre 2009

CAOS di Edmund White, Playground



La vecchiaia non era che una prova generale e, con il suo falso senso di tepore, preludeva alla gelida immensità della morte”. E’ un brano duro e diretto, tratto da un libro di Edmund White che sto leggendo: un libro duro e controverso: Caos, edito da Playground. White ha narrato la solitudine e la promiscuità, l'amore e la morte. Rispetto ad altri libri di di questo autore che ho letto, in cui  White, con dissacrante sarcasmo, mette a nudo i vizi della cultura americana soprattutto di ambiente gay, in questo colpisce il distacco dalle cose del mondo tipico della vecchiaia e la sua bravura stilistica nel raccontarlo. E’ il vuoto prospettico di senso della corsa spasmodica della vita, che, con repentini sbalzi, quasi senza avvertirne la consapevolezza, da calda (la gioventù) , diventa tiepida ( la vecchiaia) e poi gelida ( la morte).  Attorno a questo vuoto prospettico cresce, si nutre, discende e si attorciglia Caos. Significativamente, soffocando l’afasia che il rifiuto provoca con un’effervescenza di spunti, di snodi, in questo libro veloce, si moltiplicano le trame una dentro l’altra. Si racconta degli Stati Uniti e del mondo. Dell’editoria preda degli uffici marketing, e della sempre un po’ mitizzata Europa. Dell’amore, dell’amicizia, della fatica della vecchiaia. Della difficoltà di scrivere e della debolezza dei maschi. Tutto questo, sempre come se si stesse parlando d’altro. Sempre come se non sapesse di cosa stia parlando. Anche qui, come in tutta la sua opera, Edmund White torna a farsi narratore di una storia pubblica, culturale, passando spesso alla terza persona plurale, che sottintende un “noi” storico., “[…] Nessuno aveva un centesimo, […] ma tutti spendevano per drogarsi, usando l’anticipo in contante di una carta di credito per saldare il rimborso minimo di un’altra […]”, p. 15; “[…] Ma ormai tutti i marchettari di New York lavoravano on-line e via cellulare; gli incontri spontanei e in carne ed ossa erano stati aboliti. Sembrava che nessuno potesse più reggere l’incertezza o la possibilità di un rifiuto. […]”, p. 68). Un libro denso, corposo che non da spazio a consolazione. La trama, in breve, è questa. Sono quattro racconti, il primo è Caos. In “Caos”, Jack è un vecchio romanziere “fuori moda” e vive in una New York piena di energia e disperazione, dove imperano le nuove droghe sintetiche, l´ansia di prestazione, l´ossessione per la vita sociale. Oltre a una realtà metropolitana disordinata e confusa, Jack deve fronteggiare il caos della propria mente che cancella appuntamenti, ricordi, nomi e che mette a repentaglio la sua attività di scrittore. Una debolezza che rende la sua vecchiaia frenetica, tra ansie finanziarie e un´incomprimibile vitalità erotica. Proprio in una di queste spasmodiche ricerche di occasioni sessuali, Jack incontra Seth, un ventottenne mormone, con aspirazioni di attore e scrittore. Il loro rapporto assume subito contorni nebulosi, che Jack cerca di decifrare, riflettendo sul proprio invecchiare, sul desiderio e sul bisogno di essere amati. In “Un po´ di casino per Billy”, il secondo racconto, si narra lo strano rapporto tra un professore universitario e uno spogliarellista che si esibisce in un locale di Key West, mentre in “Buon viso a cattivo gioco”, il terzo racconto, assistiamo all´incontro tra un americano maturo e il fascinoso e giovane Davud, in una delle isole che fronteggiano Istambul. Infine, nell’ultimo racconto “L´epoca dei dischi”, Edmund White racconta, con precisione struggente, alcuni momenti della sua infanzia, e in particolare la visione in un cinema parrocchiale di una vecchia pellicola con Greta Garbo. Un libro duro e senza speranza, che ha lasciato una traccia.

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lunedì, 16 novembre 2009

Si fa presto a dire: DENUNCIARE !!! Se poi qualcuno denuncia per davvero, cosa succede???



Anno Zero di giovedì scorso, in apertura di programma, ha riproposto quelle agghiaccianti riprese dell’assassinio in diretta di Mariano Bacioterracino Il  killer entra in un bar con noncuranza, la vittima fuma una sigaretta appena fuori dal locale: poi gli spari e l’esecuzione. Il primo colpo arriva al bracccio di Mariano Bacioterracino, il secondo è diretto alla nuca. Ormai il pregiudicato è a terra davanti al bar “Vergini” e poco dopo morirà. La gente passo scavalcando il corpo, vede, ma non vuole vedere. Il video risale all’11 maggio scorso, è stato diffuso dalla Procura di Napoli e mostra un’esecuzione avvenuta in pieno giorno, in un quartiere popolatissimo come la Sanità. Il killer è ancora a piede libero. I carabinieri hanno lanciato un appello per «la collaborazione di chiunque sia in grado di fornire informazioni utili all’identificazione del killer e del suo correo». In diretta fu ripreso anche l’omicidio di Petru Birladeanu, il musicista romeno di 33 anni che si esibiva con la sua fisarmonica nella stazione della Cumana di Montesanto, ucciso la sera dello scorso 26 maggio a Napoli, anche quell’assassinio è ancora impunito. Due quartieri: I Vergini (Sanità) e Montesanto ( La Pignasecca), ma chi si sentirebbe di dire che in altri quartieri di Napoli si sta più tranquilli? A via Orazio, in un panoramico e lussuoso appartamento viveva un boss della camorra, che da lì impartiva direttive. Dunque, non ci sono isole felici. Quello che mi ha infastidito maggiormente è stata la retorica che anche trasmissioni, come questa, che si vogliono di giornalismo non riescono a bandire. Ho trovato stupido e fastidioso il giornalista che insistentemente chiedeva alla gente perché non denunciavano gli assassini, perché non scendeva in strada a protestare. Invadente quel bussare alle porte di gente che vive nel terrore tutti i giorni.Oltre al terrore, quella gente doveva subire anche il mortificante oltraggio di essere additata come barbara a tutto il resto dell’Italia. Bella forza! Il giornalista dopo il servizio sarebbe andato via, quella gente invece continua a vivere in quell’inferno. Si, tra quella gente ci sono i malfattori, gli assassini i capi della camorra, ma se tu lo sai e vuoi parlare e fare i nomi, poi chi ti difende? Questi servizi ormai non denunciano più nulla e se lo fanno, mancano il momento di analisi. Chi o cosa avrebbero dovuto denunciare i cittadini? Il contesto nel quale vivono, ovvero la barbarie selvaggia della violenza e dell’assenza di qualsiasi legge, di qualsiasi relazione che possa dirsi umanamente civile? E poi se qualcuno decidesse di farla questa denuncia, ma non quella generica, mediatica, che no serve più a niente del tipo: scendere in piazza e girare in cortei con striscioni con su scritto Basta con la camorra!!! Ma un denuncia vera del tipo: io conosco il nome di quel tale che ha sparato a tizio, oppure io denuncio quel tale che gestisce la riscossione del pizzo nel quartiere.  Chi proteggerebbe questo povero testimone di una legalità diventata ridicolo spauracchio da esibire come moralità pelosa, da un colpo sparato seccamente alla nuca da un killer spavaldo, come in uno stupido videogioco? Napoli ormai è un bubbone purulento, forse bisognerebbe recintarla, come ha detto quel commissario che è rimasto volontariamente anonimo.Se un commissario decide di rimanere anonimo, qualcosa vorrà pur significare. Siamo certi allora che l’infezione non si sia già  diffusa per il resto del paese? Imporre regole certe e rispetto delle regole a tutti: questo bisognerebbe fare a tutti i livelli: dal rispettare la regola del casco, a quella del divieto di sosta, a quella di non fumare dove vige un divieto, a quella semplicemente di parlare in italiano in tutte le istituzioni: uffici, scuole, università. Qui quello che è saltata la grundnorm la legge fondamentale, in assenza della quale tutto diventa aleatorio: la società, la legge, lo stato di diritto.

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lunedì, 09 novembre 2009

Sul destino della SS.Trinità e Paradiso di Vico Equense

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Cortile della SS.Trinità e Paradiso 1957

Ho appreso che è stata abbattuta una palma all’interno del chiostro della SS.Trinità e Paradiso di Vico Equense. Hanno giustificato l’abbattimento dicendo che la palma era malata e che sicuramente sono malate anche le altre tre e dunque saranno abbattute pure quelle. Hanno detto che la colpa è del  rhynchophorus ferrugineus (punteruolo rosso ). Poi ho appreso di un progetto di riqualificazione e di restauro di tutta la struttura, la cui finalità e il cui destino è ancora tutto da definire: centro congressi? Sede universitaria? Centro polifunzionale? Centro studi internazionale sul Mediterraneo con sezioni dedicate ad arti e musica, dieta mediterranea, comunicazione digitale? Al momento la struttura ospita la sede del centro anziani, l’UNITRE, l’Associazione Teatro Mio, la Biblioteca Comunale e alcune classi di scuola primaria. Inoltre quest’anno saranno ultimati i lavori appaltati dal Comune inerenti l’incubatore di impresa, termine che si presta a molte interpretazioni:che cos’è un incubatore di impresa? Dovrebbe essere un percorso strutturato, costituito da lezioni, seminari, tutoraggio e accompagnamento alla costruzione del business plan, finalizzato a fornire alcuni strumenti utili a formare la cultura dell’imprenditore, a cui non bastano forti basi tecniche, ma necessitano fondamentali capacità manageriali. e sarà così restituita alla città la fruizione di un’ala del primo piano. Domanda: a chi sarà affidata la gestione di questo incubatore d’impresa, vista la specificità dei suoi compiti e delle sue finalità? Inoltre il Consiglio comunale dobrebbe destinare all’SS. Trinità fondi, pari a circa cinquecentomila euro, delle legge 219 per permettere di dare il via al restauro della chiesa. E’ una notizia fornita dal commissario dell’Ente, Aniello Di Vuolo, vicano di adozione e vice segretario nazionale della Democrazia cristiana.  Questo progetto faraonico, avrà naturalmente bisogno di altri fondi che sicuramente saranno reperiti in Project Financing, sicuramente per la costruzione del parcheggio interrato, come ormai succede dappertutto. Un parcheggio interrato di cui sicuramente non se ne sente il bisogno, e che prevederebbe lo scavo in un area sottoposta a vincolo e tutela. Il restauro della chiesa invece dovrebbe avvalersi della fattiva collaborazione dell’architetto Antonio Irlando, uno dei professionisti vicani che, come Assunta Vanacore che sta curando la sistemazione del patrimonio bibliografico, avrebbero a cuore le sorti di una delle più rilevanti istituzioni di Vico Equense.Ora le mie perplessità sono queste: questo complesso di proprietà del Ministero della Pubblica Istruzione, è una struttura che risale, nel suo nucleo originario al 1676, ma la struttura fondativa è ancora più antica , perché a Vico Equense un lavoro del genere non viene fatto con gara internazionale e affidato ad uno studio di progetto degno di questo nome? Uno studio che sicuramente boccerebbe l’aberrante idea del parcheggio interrato accanto ad un convento del 600, per esempio. Con tutto il rispetto per le persone coinvolte, la mia domanda è:perché questi lavori vengono gestiti sempre in maniera paesana? Quali competenze hanno queste persone  per poter decidere un progetto di un complesso architettonico così rilevante? Cosa mettono in campo, quali esperienze hanno e soprattutto quali saranno i risultati con queste premesse? E la Soprintendenza? Come si comporterà in questa occasione, l’architetto Catello Pasinetti? Un esempio fra tanti: A Vico Equense, in località San Salvatore, i lavori per un parcheggio a raso, che prevedeva solo 5 box auto, aveva avuto il nulla osta della Soprintendenza. Ora quel parcheggio a raso in fase esecutiva è diventato un parcheggio interrato con 42 posti auto. Se l’attenzione della Soprintendenza sarà la stessa di quella tenuta per il parcheggio citato c’è da temere il peggio ed il peggio, a mio avviso sta già accadendo. Domada finale: visto che la SS Trinità e Paradiso è un monumento che appartie al Ministero della pubblica istruzione, ma è anche un bene che appartenuto da sempre ai cittadini di Vico Equense, si può sapere pubblicamente che cosa si sta progettando veramente?

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martedì, 03 novembre 2009

Ad Erri De Luca ( la modestia è un’arte)[1]

 

 

       


Caro Erri,

 

 

        dopo aver conosciuto il tuo prezzo, 2500 euro, per una conversazione di circa un’ora, mi guarderò bene di riferire la cosa alla cortese signora e all’infinito stuolo di ammiratrici e ammiratori che hai, che comprano e divorano tutto ciò che scrivi, anche i tuoi sospiri da vate ispirato, il tuo viso scavato, il tuo sogno ingannato (scusa la rima). Tu scrittore muratore, tu agitatore di genti e sottoproletario dello spirito, che oggi distilli pillole di saggezza profetica talmudica, tra invasioni barbariche stucchevoli e magazine del Corriere. 2500 euro certamente senza rilasciare ricevuta o forse sì, non me lo hai scritto questo: se penso che Eco e Vattimo sono venuti gratis, coperti solo nelle spese di viaggio, a conversare per il gusto di farlo e continuare a tavola poi, tra sorrisi distesi e amenità leggere…forse loro erano o sono meno …ispirati di te? E certo che la Bibbia fortifica e l’ebraico pure frequentato una sera sì e una no, e la poesia sul valore pure e forse quest’ultima, certo è così, ha lasciato un segno nella tua anima consunta e tormentata. Ah! potenza della gloria effimera e della televisione pure! Qui la storia sembra aver ritrovato il suo referente maggiore, una sorta di deriva della dignità del vecchio mondo o no? Mi sbaglio forse? Ma mi viene da pensare che forse – e non te ne sei accorto, e nessuno te lo ha detto e allora te lo dico io - con quel prezzo, che, a tuo stesso dire, non vali, ma che comunque proponi, tu hai dipanato confusamente il groviglio delle illusioni perdute, delle fedi tradite, delle rivelazioni accecanti, delle morti e trasfigurazioni più sorprendenti, delle ferite irrimarginabili, attraversate da nuovi cinismi, da più sottili menzogne e da più crudeli derisioni:l’indifferenza stessa ha fatto della tua serenità, presuntuosamente ostentata, una maschera che nasconde

la peste. Ma tutto questo, caro Erri, è umano, troppo umano, troppo legato alle tortuose strategie delle capitolazioni, patteggiamenti, conversioni di ciascuno. Commisurare il tuo prezzo a queste oscure intimità personali è un modo di conoscerti che tu artatamente nascondi nella tua prosa, nella tua poetica. Grazie, per avermi fatto capire chi sei e quanto vali. Non lo dirò mai a chi, leggendoti, pagherebbe cifre mirabolanti, per sentirti, vederti, toccarti.

       Grazie.

 

 



[1] Questa lettera è stata scritta da me  ad Erri De Luca, dopo che una mia amica, presidente di un’associazione culturale, ne aveva richiesto la presenza per presentare l’ultimo libro dello scrittore. Dopo il contatto e la richiesta mi arrivò una risposta secca di compenso e questa che si legge è stata la mia risposta. 

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lunedì, 02 novembre 2009

Come gli untori...



Come gli untori della peste manzoniana, i media, giornali e televisioni , stanno diffondendo in giro non il virus, ma il contagio del panico. Ieri La Repubblica titolava in prima pagina:Virus A, muore a 11 anni. Paura a Napoli già sei vittime. Poi leggevi gli articoli e apprendevi che si sta ancora indagando sulle cause dei decessi, che mi deceduti soffrivano già di patologie ecc. ecc. E’ indubbio che il virus dell’influenza A1N1 ci sia, ma le morti strombettate ai quattro venti, a titoli cubitali e in apertura dei TG servono solo a terrorizzare la gente, perché queste morti hanno solo incidentalmente a che vedere con il virus, che, come è stato detto anche a TV7 ieri sera, in un orario in cui tutti dormivano (guarda un po’?), sembrerebbe addirittura essere meno pericoloso dell’influenza classica, che ancora deve arrivare e che di solito fa più morti tra le categorie a rischio. Più la gente è terrorizzata e meno pensa e questo fa comodo a molti. Io credo di aver contratto questo virus, non sono morto ancora ( forse qualcuno se lo augura): ho avuto un giorno e mezzo di febbre a 38, tosse molte forte, che ho ancora, dolori sparsi per il corpo e ossa spezzate. L’importante è controllare la temperatura, assumere paracetamolo ( tachipirina) fare una alimentazione leggera, stare a letto al caldo, bere acqua, lavarsi spesso le mani e fare arieggiare ogni tanto gli ambienti. Insomma le cose che ormai sanno tutti, senza neanche più dover chiamare il famoso medico di famiglia, visto anche se lo chiami non viene mai.   Molte altre cose invece andrebbero dette e una tra tutte per esempio, il modo in cui il Ministero della sanità ha chiuso il contratto con la NOVARTIS, acquistando scorte di vaccino, per essere immesso rapidamente sul mercato. TV7 ieri sera sosteneva con prove , dati e verifiche che il vaccino è stato solo testato su 6000 persone e verrà somministrato a 28 milioni di persone. La NOVARTIS si accorda per un compenso di parecchie centinaia di milioni di euro e vende al governo un vaccino non testato completamente i cui effetti sono ancora da verificare. Strano no? Ok c’è l’urgenza, ma quella trasmissione diceva pure che a contagio esploso, la somministrazione del vaccino può essere addirittura dannosa. Se uno si fa un giro su internet, come sto facendo io, scopre un mucchio di cose, che i nostri TG non ci dicono. Per esempio, che il vaccino preparato per il commercio ed acquistato contiene sostanze pericolosissime. Che i test sono stati fatti in fretta e furia, eppure in Italia il governo ne ha acquistato decine di milioni di dosi. Ricordate la guerra del golfo, quando 5.000 soldati USA morirono di una strana malattia denominata “sindrome del golfo”? A parte la contaminazione con armi biologiche utilizzate dallo stesso esercito USA (vi ricordate le migliaia di soldati iracheni massacrati durante la ritirata al fine della guerra? I testimoni riferirono che su di essi furono utilizzati anche armi biologiche) l’imputato principale di tali malattie é lo squalene, che assieme al pericolosissimo mercurio era stato inoculato assieme a dei vaccini sperimentali proprio per “difendere i soldati dalle armi biologiche di Saddam” (vendute all’Iraq dagli USA, ovviamente).Lo squalene ed il mercurio causano danni gravissimi al sistema immunitario fino a generare complicanze mortali, eppure queste sostanze tossiche le ritroviamo nei vaccini sperimentali (sperimentali sì, perché testati in fretta, o meglio non testati) che vogliono inoculare a mezzo mondo per difenderci da una influenza di poco conto. Un nuovo rapporto del comitato consultivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità predice che la produzione globale di vaccini per il nuovo virus infuenzale H1N1 potrebbe essere raggiungere i 4,9 miliardi di dosi all’anno, molte di più delle stime precedenti. Sempre secondo questo rapporto dell’OMS del 12 giugno scorso, il nuovo vaccino contro il virus H1N1 (influenza suina) sarebbe stato fabbricato dalla Novartis come di fatto è stato. E’ stato coltivato in cellule PER.C6 cells (cellule della retina umana) e contiene il prodotto denominato MF59, un coadiuvante potenzialmente debilitante. Il prodotto MF-59 è un coadiuvante oleoso composto essenzialmente di squalene, Tween 80 e Span85. Tutti i coadiuvanti iniettati nei topi si sono dimostrati tossici. Tutti i topi hanno sviluppato una malattia simile alla Sclerosi Multipla che li ha lasciati invalidi, costretti a trascinare lungo le gabbie le loro parti posteriori paralizzate. Lo squalene causa artriti gravi (gravità di livello 3 su una scala di 4 valori). Lo squalene negli esseri umani in concentrazioni di 10-20 parti per miliardo causa serie difficoltà a livello del sistema immunitario, quali artriti reumatodi e lupus. Questo tipo di vaccino è quello che , la NOVARTIS ha immesso sul mercato e che i governi di mezzo mondo, il nostro incluso, hanno acquistato a scatola chiusa e vorrebbero somministrare a buona parte della popolazione. Questa influenza ha centuplicato gli introiti anche di tutte quelle altre realtà farmaceutiche che vivono di indotto: mascherine sterili, disinfettanti, questa influenza che dura 7 giorni e si cura come tutte le influenze è diventato il più grosso business delle multinazionali farmaceutiche. Ho ancora la tosse, ho ancora il raffreddore e qualche doloretto, è il quinto giorno che sono a casa. Non ho voglia di panico, non ho paura: in qualche modo si deve pur morire. Ho paura invece della diffusione del panico e del controllo delle coscienze. Vi rimando a questo sito per saperne di più.

 

http://www.ilpassatore.it/2009/10/25/sul-vaccino-per-linfluenza-suina/

 

 

 

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domenica, 01 novembre 2009

alda merini



Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

 

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sabato, 31 ottobre 2009

NON C’E’ MAI LIMITE ALLA MALEDUCAZIONE

 

 

Non c’è mai limite alla scostumatezza e alla maleducazione e uno, per quanta energia investa per salvare o recuperare una persona, alla fine è costretto a precipitarla nel cafonal world dove merita di restare: paesano tra paesani, rozzo tra i rozzi, villano tra i villani. Io, infartuato, bypassato, influenzato, soggetto a rischio come ormai i TG informano, con una madre ottantaquattrenne che non riesce a camminare e che sta in casa con me e anche lei come me, soggetto a rischio. Sto male, ho dolori dappertutto, febbre a 38, tosse e raffreddore, so anche che molti sono nelle mie stesse condizioni. Chiamo il medico, il telefonino squilla molte volte libero, non ottengo risposta: è un malcostume non rispondere, lo fanno tutti, un medico non dovrebbe. Lo spegni o se ce l’hai accesso rispondi. Dopo vari tentativi desisto avvilito. Richiamo nel pomeriggio: telefonino, stessa storia, provo allo studio. Risposta rapida, secca, tono di voce scocciato: “hai la suina, prenditi la tachipirina e stai a casa sette giorni”. Fine. Mi verrebbe voglia di richiamare e dire a questo medico:”guarda che pago le tasse tutte quante, anche la sanità e quello che io verso dal mio stipendio diventa il tuo stipendio, e non mi stai facendo una cortesia a rispondere al telefono”. Sto zitto e penso:”chissà quante altre telefonate come la mia avrà avuto e poi avrà lo studio pieno”. Sbagliato! Non bisogna mai pensare così. Lui è un medico, dovrebbe aver un suo comportamento deontologico al quale non dovrebbe mai derogare. Passano due giorni. Sto da schifo, il dosaggio della tachipirina l’ho stabilito io, perché lui non me l’ha detto, in più mi preoccupo per mamma che, poverina, mi sta intorno con tutti i suoi limiti fisici e con grosso rischio di beccarsi pure lei il virus. Avrebbe dovuto già vaccinarsi come pure io, ma la profilassi lui non l’ha ancora cominciata. Ok! non è colpa sua: il sistema sanitario nazionale è crollato, quello campano non è mai stato costruito. Non voglio telefonare ancora. Ho già messaggiato per avere il certificato medico da inviare entro i due giorni previsti dalla legge in ufficio. Chiedo a mia sorella,  la cortesia di passare per il suo studio per ritirare il certificato e poi chiedere se può passare a casa per somministrare il vaccino a mamma che non può più uscire e auscultare le spalle a me visto che, come si dice, io sono un soggetto a rischio e non un giovanottone pieno di salute. La fine della storia? Mia sorella si è recata allo studio, ha ritirato il certificato e alla richiesta della visita domiciliare ( cosa alla quale è tenuto ), per il vaccino a mamma e per un controllo a me, si è sentita rispondere a porte aperte e con la gente in anticamera che aspettava pazientemente il turno: “ tua mamma la portate qua, come tutti quanti gli altri e a Franco digli di andare a fare in culo”. Mia sorella, proprio perché si trovava nel suo studio, non ha proferito parola ed è uscita, è tornata a casa e mi ha raccontato tutto. Ora, c’è a dire che questo medico è abbastanza aduso a comportamenti simili, ci sono molti pazienti che potrebbero testimoniarlo: io stesso ho assistito ad un rimbrotto violento fatto ad un persona molto in là con gli anni, che si era mortificata e vergognata davanti agli altri che assistevano. Credo che sia arrivato il momento di dire basta! Avrei potuto denuncialo, potrei ancora farlo, ma mi limito a cambiare medico per me e per mia madre e a far sapere questa cosa in giro. Era una cosa che andava fatta prima. Uno pensa: è un amico, ci conosciamo da una vita: è sbagliato! Un medico è prima di tutto un medico professionalmente parlando e poi tutto il resto e come tale deve comportarsi senza mai venir meno ai suoi principi deontologici. Mio fratello e mia sorella già da tempo mi consigliavano di cambiarlo ( come hanno già fatto loro), ora anche io sceglierò un altro medico per la salute mia e di mia madre, perché la salute non si deve trascurare. Devo fare in fretta a trovare un altro medico. Ancora oggi non so se ho la bronchite o meno e a questo punto chiamerò un medico privatamente. Ma non si possono nemmeno più sopportare modi e atteggiamenti come quelli descritti in questa storia. Fa già tutto così schifo; perché non pretendere che per lo meno vengano fatte salve, le buone maniere, la buona educazione e la professionalità, fosse anche solo quella apparente?

 

 

 

 

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domenica, 25 ottobre 2009

Transessualismo, Maschilismo,Marrazzo:ipocrisia italica e decadenza



Con la parola transessuale si indica generalmente una persona che persistentemente sente di appartenere al sesso opposto a quello anagrafico e fisiologico. Niente a che vedere con l’ omosessualità, per lo meno non completamente (poi dirò il perché). La persona transessuale anela a cambiare il proprio sesso d’origine per approdare all’altro in cui si identifica, mentre l’omosessuale non ha questo desiderio e spesso tenta di rafforzare le  caratteristiche  del suo stesso sesso. Contrariamente a quanto spesso si pensa, la realtà transessuale investe entrambe le direzioni di transizione: esistono quindi transessuali maschi transizionanti femmina e transessuali femmine transizionanti maschio. Un dato importantissimo: la transessualità da maschio a femmina è più stigmatizzata di quella da femmina a maschio fondamentalmente perché viviamo in una società prevalentemente maschilista nella quale rinunciare alla "virilità" costituisce una ferita più percepibile della rinuncia alla femminilità. Dunque più maschilista è la società e più abbiamo un' inversione della sessualità maschile nella direzione transessuale. Una prova a  favore di questo postulato è data dal fatto che il transessualismo, ovvero il fenomeno della transessualità, è molto più marcato in quei paesi che hanno una preponderante tradizione maschilista, ovvero, i paesi latini: Italia, Spagna, Francia e Paesi Latino Americani, mentre è molto meno rappresentato nei paesi di cultura anglosassone e nordica in generale: il fenomeno delle drag queen (travestitismo) è  qualcosa di completamente diverso dalla transessualità e non va confuso con questa. Questa precisazione era necessaria, perché di solito nell’immaginario collettivo il trans è solo assimilato all’idea di una donna artificiale, un super donna e dunque un uomo che va con una super donna, per translato (come si vede il trans c’è sempre) è un super uomo e se sniffa pure coca è un super super uomo. Questo è quello che deve aver fatto cortocircuitare la maschia italica gens, soprattutto i potenti o quelli in cerca di emozioni forti e trasgressive, così tutti si sono messi alla ricerca spasmodica dei trans. Un particolare taciuto sempre: il 70% dei trans (quelli che transitano da maschi a femmine), nonostante siliconature di seni, glutei, zigomi e labbra, di solito preferisce restare attaccato al pisello d’origine, o se vogliamo, preferisce non farsi staccare il pisello, che di solito funziona sempre nello stesso modo( Diagnostic and Statistical Manual of Mental Transexualism ), solo una bassissima percentuale decide di operarsi completamente . Una famosa trans nostrana degli anni ’80 Eva Robbins, si fece fotografare in tutta la sua nuda e conturbante bellezza, proprio per sottolineare questa particolare non da poco. Ora che cosa ho voluto dire con questa lunga premessa? La vicenda di Marazzo, Presidente della regione Lazio, nonché uomo di spettacolo noto al pubblico televisivo, ricattato da quattro carabinieri, perché filmato mentre si intratteneva con un transessuale completo di cocaina. L’episodio di Sircana braccio destro di Romano Prodi, fotografato mentre si avvicinava ad un transessuale. Quella di Lapo Elkann beccato sempre con un kit ormai classico: cioè transessuali e cocaina. L’ultimissima notizia, riportata dal Corriere del mezzogiorno e da altri giornali, ovvero la scoperta di una casa di appuntamenti per trans a Napoli, a viale Gramsci, frequentata da seri ed insospettabili professionisti partenopei. Quattro episodi con storie e sfumature diversissime tra loro ma che hanno un unico denominatore comune sempre lo stesso: i transessuali. Ci sarebbe di che far riflettere,psicologi, sociologi e compagnia bella, io invece voglio fare solo qualche domanda : perché tantissimi uomini oggi scelgono sempre più frequentemente di andare con transessuali? perchè tanti lo fanno pur sapendo che la maggior parte di questi, oltre alle tette piene e a culi gonfiati conserva una profonda voce baritonale e tutto il resto? Una mia possibile risposta, ma certamente ce ne sono altre che implicano pure le donne. All’inizio ho scritto che l’omosessualità non ha niente a che veder col transessualismo, per lo meno non completamente. Questa riserva però io non la applico ai trans ma a quei  i maschi che cercano i trans. In altre parole in una società profondamente maschilista clericale ed omofoba come quella italiana, molti maschi omosessuali, tentano di cancellare violentemente la loro omosessualità e quella altrui e sono i maschi peggiori ,Gohring, il gerarca nazista, nella vita privata si sentiva profondamente donna e si travestiva. Lo fanno per paura dell’interdizione sociale, per paura del ridicolo che la svirilizzazione comporterebbe nel cercare un altro maschio: Allora si orientano alla ricerca di qualcosa che sembra una super donna, qualcosa che nel suo esistere enfatizza e porta all’estremo i caratteri del femminile fino alle sue più parossistiche conseguenze: i trans. Ognuno di loro sa però quello che vuole cercare. Così, nella penombra di alcove improbabili, nell’eccitazione indotta dalla onnipresente cocaina, che deve sovreccitare i sensi e cancellare la coscienza, stendendo una mano nel punto che più anela, troverà quello che ha sempre cercato e che per paura maschera e tace. Il disgusto e la pena più profonda verso tutto quello cha sta succedendo è che questa società ipocrita e fascista, condanna moralisticamente tutto questo col placet ecclesiale e nello stesso tempo contrabbanda ciò che condanna, come stile trasgressivo di vita dei potenti e dei ricchi. Allora non ho pena per chi viene scoperto con le mani nella marmellata. Se l’è cercata e farebbe bene a fare i conti con se stesso. Tutto il resto appartiene alle  mitologie tardo capitalistiche e allo sfuttamento economica del corpo ridotto a cosa, sia quello maschile che quello femminile.
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venerdì, 23 ottobre 2009

Della serie:OMOFOBIA e dintorni.Dal blog di ANDY VIOLET:Sette piccole differenze, ma spiego meglio chi è RENATO FARINA



Quanto sto per riportare, lo trascriverò a memoria, senza riportare i particolari, la cui esattezza non aggiungerebbe altro orrore a quello già infinito che suscitano simili parole:
"Un istituto di cura per disabili costa allo Stato circa 5000 marchi al mese: quanti stipendi per tedeschi sani potrebbero essere pagati con quella cifra?"
Quanto segue, invece, sarà fedele all'originale:
"Per me uccidere una persona è il delitto peggiore che esista, grida vendetta al cospetto di Dio. E non dovrebbero esistere graduazioni. Ma a lume di buon senso, quanto al danno sociale, siamo sicuri che sia più grave uccidere un omosessuale single che un padre di famiglia?"
Il primo testo riassume la sostanza di un problema di matematica proposto in un sussidiario scolastico tedesco durante il Terzo Reich: era nell'aria il mostruoso progetto T4, ovvero la soluzione finale pensata dal Nazismo per l'eliminazione definitiva di malati, disabili fisici e psichici, progetto mai ufficialmente varato, ma di fatto confluito nel più vasto carnaio dei campi di sterminio. Il secondo proviene dalle colonne de "Il Giornale", redatto pochi giorni fa da Renato Farina, ex  giornalista in quanto radiato dall'ordine, attualmente opinionista di Libero e del Il Giornale,che è messo ancora in condizione di firmare un articolo su un giornale nazionale. Deputato, di Forza Italia, poi del Popolo della Libertà . Adesso prendete una matita, e segnate le sette piccole differenze tra i due testi. Difficile, eh?Sostengo da un bel po' di tempo che l'imbecillità ottusa di questa destra italiana conteporanea,  proprio perchè tale, assimilabile al più feroce fascismo/nazismo è alimentata e sostenuta da uomini come questi, spesso coadiuvati dal Vaticano e dalla filosofia del celodurismo della Lega. L'esempio è raccapricciante ringrazio Andy Violet per avercelo segnalato.

  

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venerdì, 23 ottobre 2009

Omaggio a Rossana Rossanda, marxista

La fine di un ciclo



Lo scenario politico degli ultimi anni sta arrivando a consunzione. Non sarà facile metterne alla luce uno più decente tanta è la bassezza, istituzionale e culturale, in cui siamo per responsabilità di molti, forse di tutti, nell'inseguire una transizione verso una seconda repubblica che, in assenza di un progetto di qualche spessore, si è risolta soltanto nel tentativo di minare lettera e spirito della Costituzione del 1948 - largo a un mercato da Far West, concessioni illimitate a una proprietà senza coraggio, abbattimento, e possibilmente fine, di ogni diritto sociale. Risultato, un decisionismo cialtrone sommato alla tradizione nazionale di evadere il più possibile la legge e il fisco.
In questo quadro, l'ascesa folgorante di una figura come quella di Silvio Berlusconi ha la sua logica. Non è solo per le sue imprese sessuali - ciliegina sulla torta della legge sulla sicurezza più indecente d'Europa - che si ride di noi, perduto quel rispetto che nel dopoguerra eravamo con fatica riusciti a conquistarci. Tale è l'imbarazzo che circonda l'Italia che siamo usciti perfino dalle abituali statistiche, non siamo neanche un'anomalia, siamo da non prendere sul serio.
Gli scricchiolii si avvertono a destra e a sinistra. Sulla sinistra è perfino superfluo tornare, è detta estrema solo perché ha una certa attenzione alle sofferenze del lavoro e una certa sensibilità allo scombussolamento delle coscienze, ma non è in grado di uscire dalla ripetitività di formule da una parte, Ferrero e Diliberto, e dall'altra dal troppo silenzio di un Vendola diventato oggetto di tiro regionale al bersaglio.
Né è possibile attendersi dal Partito democratico almeno un aggiornamento del keynesismo a livello 2009 - la crisi è tornata tutta nelle mani di chi l'ha provocata e a pagarne le spese sono i ceti più deboli e i lavoratori di ogni tipo, per il calo continuo dell'occupazione. Questo non è solo un problema nostro, anche Obama è in pericolo, incastrato com'è fra il corporativismo della società americana e l'eredità sempre più avvelenata del Medio Oriente.
Insomma "sinistra", parola che credevamo impraticabile per mollezza, è diventata addirittura simbolo di estremismo, neanche il Pd la pronuncia senza scusarsi, cosa che non succede neppure alla Spd, per non dire della Linke. Di Bersani non ricorderemo certo i voli di pensiero, noioso com'è a forza di buon senso emiliano, e di Franceschini ci rimarrà in mente lo sforzo d'un democristiano perbene per tenere assieme ai ds un settore cattolico lusingato da sirene da tutte le parti.
Questa inaffondabilità dei cattolici è il solo processo che emerga con qualche chiarezza assieme alla crisi del ciclo berlusconiano. Come succede con i personaggi del suo tipo, sarà una fine agitata, a colpi di coda, ma il suo blocco si è rotto.
La scelta del cavaliere per la Lega - unica vera tendenza di fascismo localista e in abiti nuovi - ha posto Fini in posizione di challenger, in nome di una destra meno turpe che non gli sarà facilissimo rappresentare; certo ce la mette tutta. Se l'ex Forza Italia non sa bene dove guardare, An è divisa fra lui e un Gasparri che lo sfida. Lega e Pdl sono entrati in conflitto con la Chiesa (s'erano tanto amati!) per le intemperanze del cavaliere e di Feltri: così pieni di sé che la prudenza è andata a farsi benedire.
Così sotto traccia riappare la voglia di un partito cattolico, sia in chi sta scomodo nel Pd sia in chi sta scomodo nel Pdl, via Casini. L'Italia continua a replicare la partizione tricolore, con un rosso sempre più sbiadito, un bianco sempre piu sporco e un verde da giocare non con la Lega, ma con il Vaticano.
Verrebbe da dire "tanto rumore per nulla", se il suicidio del Pci e del Psi non avesse spostato a destra l'asse del centro. È curioso che il paese dove più lunghe sono state le code del sessantotto sia destinato a diventare di nessuna, o scarsa, importanza per l'Europa.

Rossana Rossanda
("il manifesto", 4 settembre 2009)


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giovedì, 22 ottobre 2009

SANDRA LONARDO E I GIUDIZI ANALITICI A PRIORI





Caro Andy, così va il mondo.Pierluigi Battista, editorialista del Corriere della Sera, sul  divieto di dimora in Campania, che i giudici hanno notificato alla signora Sandra Lonardo/Mastella, ha espresso, nel TG1 Delle 20 di mercoledì 21 ottobre, l’opinione che si tratta  di un provvedimento esagerato. Il giornalista, si chiedeva – stupito ed accorato- perché quando a pagare sono i potenti, vengono inflitte pene così severe, invece quando si tratta di stupratori e tutti gli altri delinquenti, le pene sono leggere o addirittura, non ci sono. Ed ha parlato di demagogia, perché quei potenti alla fine sono persone perbene. Ho subito pensato di aver sentito male, poi, a conclusione dell’intervista, Maria Luisa Busi si è affrettata a sottolineare che era solo una sua ( di Pierluigi Battista) opinione. Questa è la televisione! “Quando a pagare sono i potenti”! Ma quando mai in questo paese i potenti pagano veramente? L’ex ministro della giustizia, marito della signora, dopo lo scandalo di qualche anno fa, mi risulta che sieda tra gli scranni dell’Europarlamento, come rappresentante del suo partito e sua moglie, la signora che ora è nella tempesta e che lo era stata pure allora, è ancora Presidente del Consiglio Regionale. Ma in che mondo vive Pierluigi Battista? Lo sa chi sono gli ospiti delle carceri italiane? Poveracci, immigrati, morti di fame! Altro che potenti! Il dr.Mastella e la signora Lonardo, insieme con altri indagati, sono stati accusati dai pm di associazione per delinquere, non mi sembra un accusa da poco. Un’associazione che avrebbe operato secondo i magistrati soprattutto in Campania per <<una serie indeterminata di delitti contro la pubblica amministrazione» e soprattutto per l’acquisizione di attività pubbliche e gare pubbliche bandite dagli enti territoriali in Campania attraverso la realizzazione di reati quali falsità ideologica, turbata libertà degli incanti, corruzioni, abusi di ufficio e rivelazioni del segreto d’ufficio>>. Sono cose che dovranno essere provate, d’accordo, ma chi scrive è convinto che finirà tutto con un gran polverone, come succede appunto sempre ai potenti, alle persone per bene in questo paese. Sono convinto che la signora, passata la tempesta mediatica ( come si dice ora) sarà fatta santa subito e sarà venerata come benefattrice di afflitti e bisognosi  di posti pubblici e protezioni varie e Ceppaloni diventerà come San Giovanni Rotondo. Nel frattempo noi miseri uomini, che non siamo potenti e quindi per sillogismo non siamo persone per bene continueremo a sentire quelli che Kant chiamava giudizi analitici a priori, ovvero le banalità, le tautologie, i modi dire assurti a rango di verità universali per quanto assolumente inuliti, come quella di Pierluigi Battista, della serie:solo i POTENTI pagano, con una tristezza in più, perché a proferire scemenze simili non sono starlet o veline da de vulgari eloquentia, ma giornalisti o persone accreditate come tali.

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mercoledì, 21 ottobre 2009

GEORGIA ' 0 KEEFE: Una grande donna, una grande artista statunitense

 File:Georgia O'Keefe UVa.jpg
Una grande donna, una grande pittrice, una grande intellettuale statunitense . Geogia 'O Keef è stata fondamentalmente queste tre cose. Vi invito a guardare il video che ho postato , credo sia stato filmato da Laurie Anderson. Anche se non conoscete l'inglese, vi invito a farvi trasportare dalla quieta e pacifica serenità  del suono della sua voce, dalla tranquilla e pacifica curiosità del suo sguardo, dalla dolcezza ironica del suo sorriso. Tra le sue montagne del Nuovo Messico, a 92 anni, dritta, altera ancora così incredibilmente giovane e scattante ancora così incredibilmente innamorata della vita. Tutto questo è nei suoi quadri, nella sua arte. È morta nel 1986 all'età di 98 anni

http://www.youtube.com/watch?v=BYwKRVJaNEA

Footage of the 92 year old Georgia O'Keeffe
taken in and around her home in New Mexico
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mercoledì, 21 ottobre 2009

Lou Reed and Laurie Anderson




Lou Reed and Laurie Anderson

Gelatin silver print
18" x 18"
2000
Edition of 40
signed and numbered

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martedì, 20 ottobre 2009

Una domanda a Barbara D’Urso

 Domenica Cinque - Gay, Ma Diversi Da Chi - Parte2 - 18 Ottobre 2009

http://www.youtube.com/watch?v=mst_EQw0JWg



Avrei voluto chiedere alla signora Barbara D’Urso conduttrice di una trasmissione che va in onda su Canale 5 “Domenica Cinque” in che modo era stata fatta la selezione degli ospiti della puntata di domenica 18 ottobre, finita in rissa vergognosa, l’ennesima ormai, che puntualmente la televisione italiana fa tracimare nelle case degli italiani. L’argomento trattato era: Gay, Ma Diversi Da Chi, una trasmissione che aveva la pretesa di parlare di omofobia. La domanda immediata che avrei voluto fare alla signora è questa: chi erano quelle persone invitate a trattare un tema così delicato e tristemente attuale  ed a che titolo erano li e non parlo solo degli ospiti contro, ma anche di quelli a favore.  Gli ospiti erano: un sconosciuto editorialista del Giornale, tale Renato Farina , deputato del PdL, l’immancabile Alba Parietti, un certo Maurizio Ruggiero, presentato dalla signora D’Urso come cattolico tradizionalista e poi sottotitolato come Presidente di una Associazione Sacrum Imperium, ovvero un’associazione vandeana anti rivoluzione francese e dichiaratamente reazionaria, razzista e sessista. Quest’ultimo ha scatenato la rissa tra insulti e dichiarazioni veramente pietose per l’intelligenza di chiunque. Tra questi ospiti anche Alessandro Cecchi Paone, che forse era l’unico che aveva un qualche titolo , ma che ho biasimato perché era seduto in quel teatrino. C’era poi un sacerdote che aveva celebrato alcuni matrimoni gay  Don Franco Barbero e  "degradato" per questo allo stato laicale nel 2003 dal Sant'Ufficio dell’allora  cardinale Ratzinger e elacune coppie gay: come arbitro su di un trespolo Vittorio Sgarbi. Trasmissione come queste contribuiscono a fomentare rabbia e pregiudizi: il servizio presentato, ambientato nel bergamasco era vergognoso. Due persone di sesso maschile teneramente avvinghiate, che camminavano con un filo di trucco sculettando e chiedendo informazioni a cittadini della più oscura, retriva provincia italiana, provocando disagio e disappunto. No signora D’Urso! Non ci siamo! I gay forse possono essere anche come quei due, ma ce ne sono , molti altri, e mi creda sono la maggioranza, che sono persone assolutamente discrete che non amano esibirsi, e quello spaccato di umanità è l’italietta becera che continua a guardare la televisone che Lei e tanti altri continuate a fare, per continuare ad avere gay come quelli che presentate e fascisti come quelli che invitate. Smettiamola con questa pagliacciata e smettiamola di far vedere solo gay che si vogliono sposare o “sposati”, perché non sono la maggioranza, ma una sparuta minoranza e perché in Italia, non è questo il problema. Per le persone omosessuali, per gli immigrati, per i deboli di qualsiasi specie, in Italia il problema è il montante razzismo e il dilagante conformismo della mediocrità che ormai la fa da padrone in tutti i gangli della vita socio culturale di questo paese che ormai ha toccato liveli talmente bassi, mai raggiunti prima d’ora. Ovvero la mediocrità e il conformismo dei suoi ospiti e anche la Sua, che ha la pretesa di contrabbandare pattume televisivo di infimo livello come informazione.

 

P.S.

Io non ho visto la trasmissione per televisione, ma, incuriosito dai commenti ( negativi) di mia sorella e di mia nipote, ho “goduto” di questo gioiello dell’informazione da You Tube.

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lunedì, 19 ottobre 2009

Bastardi senza gloria.Titolo originale Inglourious Basterds. di Quentin Tarantino


Tarantino riscrive la Storia raccontando un attentato a Hitler collocato nell'unico luogo per lui possibile: un cinema .

 

 Primo anno dell'occupazione tedesca in Francia. Il Colonnello delle SS Hans Landa, dopo un lungo e mellifluo interrogatorio, decima l'ultima famiglia ebrea sopravvissuta in una località di campagna. La giovane Shosanna riesce però a fuggire. Diventerà proprietaria di una sala cinematografica in cui confluirà un doppio tentativo di eliminare tutte le alte sfere del nazismo, Hitler compreso. Infatti, al piano messo in atto artigianalmente dalla ragazza se ne somma uno più complesso. Ad organizzarlo è un gruppo di ebrei americani guidati dal tenente Aldo Raine i quali non si fermano dinanzi a niente pur di far pagare ai nazisti le loro colpe.
Quentin Tarantino colpisce ancora. La sua passione per il cinema di genere, unita al piacere di raccontare storie, lo porta a riscrivere la Storia ufficiale con un attentato a Hitler collocato nell'unico luogo in cui il regista americano può pensare si possa attuare una giustizia degna di questo nome: una sala cinematografica. È solo al cinema che i cattivi muiono quando devono e gli eroi si sacrificano o trionfano.
È cinema puro quello che Tarantino porta sullo schermo, come biglietto da visita di Bastardi senza gloria nella prima mezzora. I tempi, i dialoghi, la tensione, l'ironia giocata sul versante delle lingue differenti (elemento che sarà il fil rouge di tutto il film) ne fanno un piccolo/grande gioiello i cui riferimenti vanno ampiamente al di là dei referenti classici dichiarati quali
Sergio Leone e lo spaghetti western e la suspence di Paul Schrader di Cat People, con un indimenticabile colonna sonora cantata da David Bowie che sottolinea in modo insuperabile la crescente vendetta di Shosanna. 
Il film nel suo complesso non manca di qualche momento statico che fa sentire il peso della sua lunga durata. Grazie però alla straordinaria prestazione di tutto il cast ma in particolare a quella di Christoph Waltz (attore austriaco semisconosciuto da noi a riprova che, al di là dei proclami sulla circolazione delle idee, conosciamo pochissimo del cinema europeo) e grande rivelazione di questo film, Tarantino conduce le danze rendendo omaggio a
Enzo Castellari senza per questo avere la minima intenzione di realizzare un remake.
Semmai resta, nello spettatore che ha amato il cinema di
Ernst Lubitsch, il piacere di un soggetto che, in alcune sue parti, non può non far pensare a To Be Or Not To Be (tradotto in italiano in Vogliamo vivere ripreso poi da Mel Brooks). Là era il teatro a dominare, qui c'è un'attrice cinematografica a fare il doppio gioco e dei guerriglieri macho che si spacciano per poco credibili italiani in una sala cinematografica. Tarantino è forse l'unico regista contemporaneo capace di metabolizzare un universo cinematografico di cui si nutre costantemente tanto da fargli applaudire calorosamente, un film come Looking for Eric di Ken Loach che fa un cinema distante anni luce dal suo. Lo metabolizza restituendocelo nuovo e assolutamente personale (si veda, tra i tanti e a titolo di esempio, il riferimento a Duello al sole). Perchè Tarantino ama il Cinema tout court (e non solamente, come tanti altri registi, il proprio cinema) ed è felice quando riesce a trasmettere questa sua passione. Anche in questa occasione la missione è compiuta.
 
ASSOLUTAMENTE DA NON PERDERE!!!!

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venerdì, 16 ottobre 2009

LA BATTAGLIA PER LA DEMOCRAZIA E PER L'INFORMAZIONE

 


Finalmente venerdì! Ma finalmente per cosa? L’unico pensiero che mi dà gioia è che domani mattina posso rimanere a letto fino alle 9 e poi rifarlo ancora domenica. Un po’ poco vero? Ma è così. Riflettevamo ieri sera, con Arnaldo, dopo l’abbuffata televisiva e di stampa di una settimana intera: ma che cosa hanno in comune le nostre vite con quella dell’ ing. De Benedetti con Gad Lerner, Milena Gabanelli, Giovanni Floris, Michele Santoro, Marco Travaglio dei quali per un’intera settimana ci sentiamo parte attiva delle loro battaglie mediatiche? E che cosa hanno in comune le nostre vite con tutti gli altri mezzi busto televisivi sempre gli stessi: Castelli, Belpietro, Sallusti, Ezio Mauri, Ferruccio De Bortoli che si azzuffano da lunedì a venerdi, nei vari salotti sempre gli stessi pure quelli. Niente!Io, noi, non c’entriamo niente. Da Lunedì a Venerdì mi alzo al mattino alle 5.45 per arrivare da Vico Equense, dove vivo, alle 7.50 in ufficio a Napoli, in circumvesuviana ( chi non sa che cosa sia può provarla) ne  esco alla 15.40 per arrivare alle 17.15 a casa, quando tutto va bene. Arrivo a casa e mi aspettano tutta una serie di cose: vedere mia mamma 84 enne, che cammina poco e male, di cosa ha bisogno. Consolarla affettuosamente. Pensare alla cena. Uscire subito di casa, passare dall’ufficio postale, prima che chiuda, per pagamenti vari. Infilarsi di corsa in macchina, intorno alle18, nel traffico della Costiera Sorrentina. Arrivare a Piano di Sorrento per tre quarti d’ora di palestra. Ritornare alle 19 a casa, mettersi ai fornelli, preparare la cena per me e per mamma, mentre faccio partire la lavatrice. Alle 20 a tavola. 20 e trenta sparecchio, lavo quei pochi piatti, sistemo mamma a letto, scarico la lavatrice, differenzio l’immondizia, la porto giu e finalmente, come ogni sera a casa di Arnaldo, sul divano a combattere la nostra, battaglia per la democrazia. 10 e trenta torno a casa, riaccendo la tele mentre mi spoglio, colgo ancora qualche ultimo insulto. Spengo la tele alle 23, mi addormento. L' indomani tale e quale, da lunedì a venerdì'. In questi spazi devo trovare il tempo per: leggere un buon saggio o un buon romanzo. Ascoltare musica. Andare a cinema o a teatro. Fare qualche vacanza brevissima. Sono un funzionario pubblico. Sono un privilegiato, rispetto ad altri: non ho figli, non sono sposato. Brunetta dice che ci grattiamo la pancia. Ho chiesto la 104 per accudire mia mamma, tre volte al mese. Mi toglieranno i soldi dallo stipendio, come pure per le malattie. Per 26 anni ho anche insegnato anche all’Università, prima gratis poi con contratti di fame. Non si sono mai lamentati né i proff. con i quali lavoravo, né gli studenti che mi avevano come prof. Arnaldo ieri sera mi ha fatto vedere i tabellari per le tasse universitarie che deve pagare per il figlio, lui ferroviere in pensione. E’ stato così che ci siamo guardati in faccia e abbiamo considerato che forse qualcuno olte Berlusconi & C. ci sta prendendo per il culo. La battaglia per l’informazione, non è la mia battaglia. Questo mio sfogo non sarà ospitato da nessun giornale. Quelli come me o come noi, sono censurati a vita. Quali sono i nostri spazi di democrazia? Quale è il nostro potere di ascolto o di intervento? Quando Lerner con la r blesa ci chiede di scrivere sul suo blog, e ce lo dice più volte durante la trasmissione, che senso ha? Ha mai veramente risposto a qualcuno? Ha mai dato spazio, lui come tutti gli altri,  a quelli che come noi non hanno voce? Che non sono rappresentati da nessuno. Possiamo fare noi un giornale di punto in bianco come ha fatto Marco Travaglio? Al  massimo facciamo un blog e scriviamo su FB ( altri due grossi inganni di libertà). Ecco ! Io credo che sia giunto il momento di “rimarcare” nuovamente le differenze di classe, per poter  giungere ad un “antagonismo di classe”. Sarebbe necessario che qualcuno riabilitasse la lotta di classe.  Oggi non lo fa più nessuno e il populismo di destra dice che siamo tutti uguali e non è vero! Mentre la sinistra dice che non esistono più le classi e neanche questo è vero! Da buoni marxisti dovremmo insistere sul fatto che la logica capitalistica dell'integrazione del surplus all'interno del funzionamento del sistema di produzione rappresenta ancora l'unico elemento fondamentale dell'intero processo. In questo processo le nostre vite non valgono un tubo e io non sarò mai uguale ad un altro che per motivi di classe - e non di merito come tentano di farci credere- ha accumulato ed accumula un surplus un milione di volte più grande del mio.

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giovedì, 15 ottobre 2009

Un mito dal 1985 ad oggi.Fashion, Arte e Designer

Lo inseguo dai lontani anni '80 è un'autentica star per innovazione e gusto, per provocazione estetica e designer, per arte e fashion è semplicemente:







VISITATE IL SUO SITO:DA NON PERDERE:
http://www.waltervanbeirendonck.com/index.html

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mercoledì, 14 ottobre 2009

Meno male che la Binetti non c'era!


All'alba degli anni 70, in Inghilterra, il rock diventa un ballo in maschera. Sotto le sgargianti luci dei neon, impazzano i giovani "dudes": neo-fricchettoni che trasformano i barbosi raduni eco-pacifisti dei loro cugini hippie in uno sfrenato festival del kitsch . Che sia "peace and love", insomma, ma senza più vincoli ideologici o politici di sorta. Trionfano così il disimpegno, il travestitismo e l’ambiguità sessuale, in un profluvio di lustrini e paillettes, piume e rimmel, stivali e tutine spaziali. E' il tempo del "glam-rock" e di una nuova ubriacante Swingin' London. "Rock'n'roll col rossetto", lo definirà John Lennon. In questo carnevale delle vanità, David Bowie centra la maschera perfetta: Ziggy Stardust. Un alieno androgino dalle movenze sgraziate, truccato come una drag queen e munito di parrucca color carota. Meno Male che non c'era Paola Binetti.
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mercoledì, 14 ottobre 2009

Basta con questa gente! La Resistenza è cominciata!

Omofobia, affossata la legge Il Pdl la blocca, polemiche nel Pd

Mi verrebbe di gridare al Parlamento Europeo “Aiuto! Commissariate l’Italia! La "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. Che intervenga L’Alta Corte di Giustizia Europea! Poi ci ripenso e faccio mia la proposta provocatoria di Alessandro Cecchi Paone: organizziamo ronde gay per l’autodifesa e iniziamo la resistenza gay/lesbo/trans, come già successe allo Stonewall di ney York nel 1968. Organizziamoci contro questa gente che vuole conservare il diritto di chiamarci froci, di offenderci, di discriminarci, di picchiarci o aggredirci impunemente. La Resistenza è cominciata! Ma  che bravi questi parlamentari italiani! Ma perché ce l’hanno tanto con i gay? Ma gli gli hanno fatto i gay? Con questa bocciatura abbiamo assistito all’ennesima aggressione  e all’ennesima ingerenza delle autorità cattoliche, e delle forze politiche scese in campo sull’argomento e  non solo di area conservatrice, una bocciatura mai stata così virulenta come ora. Bisogna opporsi a queste aggressioni e a queste ingerenze in maniera ferma e determinata – fuori da ogni vittimismo- organizzando una resistenza che possa permettere ad ognuno – nel rispetto dell’altro di poter essere ciò che è di  realizzare pienamente la propria vita e questo lo dico ad ogni omosessuale. Qui tutti  hanno grosse responsabilità: è mancata la formazione di una cultura dei diritti, molto più attiva nei paesi di cultura anglosassone e parecchie di queste responsabilità possono essere ricercate non solo nella classe politica un tempo democristiana e bigotta e oggi invece beceramente e apertamente razzista, ma anche in buona parte di ciò che oggi si definisce di sinistra dove permangono non pochi rifiuti verso le problematiche legate all’ (omo) sessualità. Perché fanno paura gli omosessuali? A chi fanno paura? Perché si affossa una legge che avrebbe dovuto semplicemente sancire il rispetto fisico e la punibilità di azioni violente contro le persone omosessuali? Sono interrogativi che dovrebbero essere posti a tutti quelli che ne hanno decretato l’affossamento. Chi si è espresso in questo modo è apertamente razzista! Chi ha permesso che ciò avvenisse è violentemente e beceramente clerico fascista:  Calderoli, la Santanchè, Alemanno, Buttiglione, la Binetti, per i quali i gay non sono soggetti di diritto perché non fanno figli. Una dichiarazione esplicita delle persone appena citate, che oltre ad essere stupida e ridicola è anche palesemente falsa. Ci sono persone omosessuali che hanno figli. Ci sono persone omosessuali che sono sposate. Ecco! La legge è caduta perché le persone omosessuali fanno paura a questa gente rozza e ignorante. La  legge è caduta perché fa paura agli ipocriti. La legge è caduta perché questo paese è un paese governato da fascisti irresponsabili. Allora se le cose stanno così i gay non dovranno mai più consentire neanche una battutina fatta da amici, perché è tempo di manifestare la nostra intolleranza antieterosessuale. E’ da quando sono nato che sopporto l’esibizonismo e l’oltranzismo eterosessuale, E’ tempo di finirla!     La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd, dove anche la Binetti ha votato contro. La legge sull'omofobia è stata respinta grazie all'Udc, braccio armato del Vaticano, con una pregiudiziale di incostituzionalità infarcita di argomentazioni degne della peggiore estrema destra. Dovevamo aspettarci tutto questo. Sono le alte gerarchie civili e religiose a fomentare e spingere l’odio contro le persone omosessuali . Se è successo questo in Parlamento non mi meraviglio se vedremo crescere la violenza e le aggressioni.

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martedì, 13 ottobre 2009

Saggio sulla vita offesa.Da fine ottobre in libreria

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giovedì, 08 ottobre 2009

Casa Pound, Centri Sociali: tra idiozie e fantasmi del passato

 

E mentre l’Italia affonda a Napoli i giovani giocano a fare la guerriglia urbana. Sollecitati, quelli dei centri sociali, dalla cosiddetta sinistra istituzionale che li organizza in cortei e manifestazioni antifasciste e che sono addirittura argomento dal vate Enri De Luca( sic!). Protetti dai loro emuli in giacca e cravatta,  quelli di Casa Pound che hanno la pretesa di essere “fascisti puri”, contro gli usurpatori, i traditori, i venduti al potere governativo. Se non ci fossero violenze e pestaggi, mi verrebbe da commentare: “non bastavano gli stronzi che abbiamo in giro per il paese, ce ne mancavano di nuovi”. E’ il segno del degrado profondo di un paese che non ha mai veramente fatto i conti con la propria storia. E’ il segno di una profondissima ignoranza della propria storia, che nessuno insegna più come si deve, caduta in disuso da tempo e avversata da ministri della pubblica istruzione che vorrebbero estrometterla dalle discipline già da tempo. Come spiegare a questi giovani smaniosi di protagonismo politico e che si ritengono innovativi ( rispetto a cosa?) che sono niente altro che vecchiume e ciarpame vetero culturale e non mi riferisco solo a quelli di Casa Pound, ma anche a quelli dei centri sociali. L’italia è l’unico paese che antropologicamente – nel senso culturale – esprime questo tipo di gruppi urbani. Ancora una volta, tutti in Italia a tentare di capire il fenomeno: risibile demenza sociologica di chi non riesce a vedere invece che il Titanic sta per tre quarti sott’acqua. Così mi verrebbe forte la voglia di metterli di fronte alle loro responsabilità, questi sazi rampolli di una piccola borghesia che non ha mai smesso di coltivare sogni autoritari. Conosco giovani della loro età di estrazione meno fortunata della loro che si sono messi a lavorare, nei supermercati, o in officine, che al mattino alle 6 e mezza, nel buio, assonnati, stanno con il loro zainetto di fame sulla stazione o nel treno e mezzi adormentati diretti ad improbabili ed incerti lavori. Hanno una grande dignità questi altri giovani. Hanno accettato contratti di fame a termine per costruire un loro futuro benchè incerto e povero, che non citano Dostojevsky o Céline non fanno i fascisti puri o gli antifascisti, in t shirt nere o tatuaggi e piercing, con i soldi di genitori compiacenti da entrambe le parti. Nel frattempo, occupano un bene pubblico, un capannone, un convento, gli uni e gli altri e trovano pure che gli spiega che queste cose potrebbero farlo gli altri, ma non gli uni, perché non è nella loro tradizione. Che pena! Per loro e per chi è convinto di apere tutto e di spiegare tutto! Poi stanchi o annoiati dal web, da internet, dalla play station, organizzano scaramucce nel centro cittadino, facendo finta di giocare alla politica, così come facevano i loro nonni negli anni sessanta, mentre la città versa in condizioni pietose e il paese intero viaggia verso il dispotismo autoritario VERGOGNA! Lo so che qualcuno, sicuramente qualche politico “di sinistra”, mi dirà:” guarda che non hai capito niente di questi giovani”. Non voglio capire! Non c’è niente da capire! Vedo solo la pagliacciata di un gioco violento, che si ripete da troppo tempo in un paese che non sa fare i conti con i propri fantasmi e sostenuto con la complicità di chi preferisce che questi giovani é preferibile che  si occupino di queste idiozie e non di altro.

 

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giovedì, 08 ottobre 2009

Paint it Black


Per I’Italia e per gli italiani non c’è più nulla da fare! L’affermazione piena di rabbia e spumeggiante di vendetta di Silvio Berlusconi :” queste cose mi caricano e caricano gli italiani Viva L’Italia, viva Silvio Berlusconi” è la rappresentazione veritiera dello stato del paese. Una identificazione perseguita con arrogante sicumena, che non liquiderei facilmente come delirio e come sfogo livoroso, ma che invece rappresenta nella sua più indecente verità ciò che è l’Italia. Tempi peggiori e più tristi aspettano quelle poche persone che ancora riescono a vedere cosa è successo e cosa ancora succederà in questo nostro paese. Quello che con ghigno beffardo, è stato preannunciato dal monarca e dai suoi cortigiani e che tutti hanno visto ieri sera da tutti i TG, è la sua prossima proclamazione a sovrano assoluto e la maggioranza degli italiani gliela darà. C’è un generale rimbesuimento delle coscienze e l’identificazione è vera: gli italiani si riconoscono in lui e lui si identifica con il popolo e, il passo e breve, con Dio, come scherzando, ma non troppo, dice col cardinale Bertone. Rex est lex: il Re è la legge, era solito dire Giacomo I. L’Etat c’est moi: lo Stato sono io, nello stesso periodo diceva Luigi XIV. Precedenti storici ne abbiamo, anche molto vicini a noi.  La vendetta sarà terribile e allora e solo allora vedremo ciò che ora è stato solo preaanunciato: si sa che la belva ferita  è la più crudele e feroce. Saranno le prossime elezioni regionali il terreno dove si consumerà la cancellazione dello Stato di Diritto e la proclamazione di un dispotismo politico che realizzerà il progetto di Silvio Berlusconi: la reductio ad unum  dei tre poteri sui quali si regge una democrazia: quello esecutivo, quello giudiziario e quello legislativo. Tempi tristissimi aspettano quelle poche persone che ancora riescono a cogliere tutto questo. Niente e nessuno ci potrà salvare! La sinistra evocata come spettro complottista da Berlusconi é solo l’ombra di se stessa, distrutta com’è dal suo senso di colpa e tutta tesa a lavare la macchia del comunismo – unica autenticità ormai irrimediabilmete perduta, contro il populismo dilagante. Non ci salveranno i Franceschini, i Bersani i Marino e, certamente sono contento per la sentenza emessa dalla Corte Costituzionale, ma io oggi non lo vedo un bel giorno, come si legge in “occhiello” su Il fatto di Marco Travaglio. Le prossime regionali – se si potesse - meglio sarebbe non farle, rimandarle in data da stabilire. Il peggio, infatti, deve ancora accadere: siamo solo all’inizio.

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lunedì, 05 ottobre 2009

Ministro Gelmini, le spiego perché il problema è lei.La lettera di Piergiorgio Odifreddi

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Lettera di risposta di Piergiorgio Odifreddi alla ministra Gelmini che lo aveva insultato dopo la decisione del matematico e divulgatore di restituire il premio Peano 2002 in polemica con l’attribuzione dell’edizione 2008 del premio al matematico Giorgio Israel (ndr)

 

 di Piergiorgio Odifreddi (da Il Fatto Quotidiano 1 ottobre 2009)

Signor ministro, leggo (o meglio, mi hanno segnalato di leggere) su Il Giornale di famiglia del presidente del Consiglio che sabato scorso, alla sedicente Festa della Libertà organizzata dall’altrettanto sedicente Popolo della Libertà al Palalido di Milano, moderata (si fa per dire) dal condirettore dello stesso giornale, lei ha tuonato contro «l’intolleranza antisemita del superfluo matematico Piergiorgio Odi-freddi, ex docente baby pensionato», che ha osato restituire il Premio Peano «quest’anno assegnato a Giorgio Israel, ai suoi occhi colpevole di sionismo, ma soprattutto di essere consulente del ministro».

Lei ha poi continuato, con stile e in punta di fioretto, dicendo che «gli imbecilli non mancano mai», e che «le parole di Odifreddi denotano razzismo, incapacità al confronto e stupidità». E ha terminato allargando il discorso, assimilando il mio gesto alla «modalità tipica della nostra sinistra, quella di combattere il governo e Silvio Berlusconi a qualunque prezzo, a costo di insultare allo stesso tempo la maggioranza dei cittadini che lo votano». Mi permetta di rispondere nel merito alle accuse che mi rivolge, fingendo che esse siano in buona fede e dettate dall’ignoranza dei fatti. Naturalmente non posso dir nulla sulla mia imbecillità e stupidità, e mi fido del suo giudizio: in fondo, lei è un valente avvocato che ha superato una difficile abilitazione a Reggio Calabria, dopo una laurea nella vicina Brescia e un precedente passaggio da un liceo pubblico a uno privato, mentre io sono soltanto un modesto docente universitario che ha vinto facili concorsi da assistente, associato e ordinario nell’Università pre-Gelmini, ed è poi andato in pensione dopo 38 anni e mezzo di servizio (e non dopo una sola legislatura in Parlamento).

Ma non sono questi i motivi per cui io ritengo che la collaborazione con lei si configuri come una colpa, nè penso affatto che il governo di cui lei fa parte sia da combattere a qualunque prezzo: riconosco anzi, benchè dispiaciuto e vergognato, che Silvio Berlusconi abbia ricevuto una forte maggioranza e sia dunque democraticamente in diritto di governare il paese. Addirittura, pensi un po’, vorrei che a farlo cadere fosse un giudizio elettorale sul suo operato politico, e non una campagna giornalistica sulle sue scopate con le escort: soprattutto quando questa campagna è spalleggiata dall’Avvenire, che ha usato ben altri pesi e misure per la pedofilia ecclesiastica e per la sua copertura da parte dell’allora cardinal Ratzinger. Il mio problema è proprio lei, signor ministro. E non tanto, o non solo, perchè ricopre una carica per la quale non ha la minima competenza, ma anzitutto e soprattutto per le innominabili motivazioni che hanno portato lei e la sua collega Mara Carfagna alla carica che ricoprite. Come vede, gli elettori che votano il suo partito o la sua coalizione non c’entrano proprio nulla, perchè non hanno eletto i ministri: c’entra invece la necessità etica di non collaborare con chi costituisce, nella Roma di oggi, l’analogo dei cavalli-senatori di Caligola nella Roma di ieri. Il professor Israel è naturalmente liberissimo di pensarla diversamente, ma lo sono anch’io di dissentire, e di non voler condividere con lui l’albo d’oro di un premio.

Se questa mia dissociazione vi turba, è perchè non conoscete nè la democrazia nè la storia, anche scientifica. Ad esempio, quando negli anni del maccartismo Edward Teller collaborò con la commissione governativa che revocò l’autorizzazione di sicurezza nucleare a Robert Oppenheimer, la quasi totalità dei colleghi si dissociò da lui e gli tolse il saluto, ostracizzandolo della comunità dei fisici: in quell’occasione avreste attaccato pure loro, come ora attaccate me? La domanda è retorica, ma l’esempio non è campato in aria: Teller era infatti uno scienziato guerrafondaio e iperconservatore, della stessa pasta del Von Neumann al quale Israel ha dedicato la compiacente biografia che ha appunto ricevuto il Premio Peano.

Ma ci sono altri motivi per dissociarsi da lui, oltre a quelli già accennati. Perchè, come ho detto espressamente nella mia lettera di rinuncia al premio, «le posizioni espresse da Israel in ambito politico, culturale e accademico sul suo blog, sul sito Informazione Corretta e in ripetuti interventi su Il Foglio e Il Giornale trascendono i limiti della normale dialettica, e si configurano come un pensiero fondamentalista col quale non intendo essere associato intellettualmente».

Capisco ovviamente che quei due giornali, insieme a Libero e all’ala destra del Corriere, si siano sentiti chiamati in causa e abbiano immediatamente fatto quadrato intorno a Israel e contro di me. Ma mi sembra singolare che proprio da loro, e da lei, vengano accuse di razzismo e di intolleranza: non siete forse voi, la vostra coalizione e il vostro governo, a fomentare l’odio nei confronti degli immigrati in generale, e degli islamici in particolare, con parole e azioni ben più violente della democratica e innocua restituzione di un premio al mittente?

Capisco anche, ma non accetto di giocarlo con voi, il subdolo gioco dell’equiparazione della critica a un ebreo come Israel, a un sito sionista come Informazione corretta, o a un governo israeliano come quello di Netanyau, con l’antisemitismo. E non lo accetto proprio perchè non sono razzista, e dunque non giudico a priori in base alla «razza» (ammesso che la parola abbia senso), ma a posteriori in base ai fatti: i razzisti veri sono altri, e cioè coloro per i quali tutti gli ebrei sono democratici, e tutti gli islamici fondamentalisti.

E invece ci sono ebrei fondamentalisti e islamici democratici : negarlo significa fare di ogni erba un fascio, e a me i fasci non piacciono, di qualunque «razza» siano. Mi piacciono invece molti ebrei democratici, da Amos Luzzatto a Moni Ovadia a Noam Chomsky, dei quali sono amico, e sto benissimo anche con ebrei ortodossi come il premio Nobel per l’economia Robert Aumann. Sono i fondamentalisti che non mi piacciono, e se questo significa non essere simpatico a certa gente, compresa lei, sopravviverò bene ugualmente. Anzi, molto meglio che se fossi simpatico a loro e a lei.

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sabato, 03 ottobre 2009

Una Nuova sentenza del TAR da ragione ai cittadini di Tacciano e Montechiaro contro la determina del sindaco Gennaro Cinque


Una Nuova sentenza del TAR da ragione ai cittadini di Tacciano e Montechiaro contro la determina del sindaco Gennaro Cinque, si esprime: “per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia,

della nota sindacale n. 24505 del 4.09.2009 di piano dimensionamento scolastico territoriale”. Viene da chiedersi ora cosa succederà ?  Cittadini lanciati contro altri cittadini dal gioco sporco fatto dal sindaco, con l’assenso pieno del consigliere dottoressa Marianna De Martino. Dico la verità: non ho mai creduto molto nella solidarietà comunitaria dei comitati, soprattutto se avevano un capopopolo come il consigliere prima citato. Mi dispiace per la De Martino che conosco da tempo, ma così l’opposizione non va da nessuna parte e soprattutto è VERGOGNOSA! Non c’è altro termine, tutta l’operazione che è stata fatta. Per il sindaco e per la dottoressa ora esistono cittadini di seria A e cittadini di serie B e C. Cittadini che si sono “accordati” e cittadini facinorosi che vogliono che la legalità sia rispettata sul territorio, rendendo applicative le DUE sentenze del TAR. La constatazione amara è che non c’è uno straccio di forza politica capace di rappresentare i cittadini di Ticciano e di Montechiaro, ai quali dico: se avete ancora forze ed energie continuate la vostra battaglia, il vostro avvocato mi sembra una capace; ma non è solo in questo modo che si vince una battaglia civile. Diffidate delle rappresentanze istituzionali: cosa ha fatto l’assessore Gabriele? Cosa stanno facendo il consigliere Amato e la Armato? La verità politica di questi personaggi è nell’assenza dei venti parlamentari del PD dalle aule del Parlamento in occasione del voto sulla legge “salva ladri”. Se i venti parlamentare del PD fossero stati al loro posto, il governo Berlusconi sarebbe caduto e invece grazie a loro assenza premeditata, perchè una cosa del genere non può essere una semplice coincidenza!Una legge iniqua è passata per la gioia degli evasori fiscali e degli esportatori di capitali all’estero. VERGOGNA! A tutti gli assenti! Questi sono i rappresentanti dell’opposizione:diffidatene sono come di quelli della maggioranza, ormai c’è un accordo neanche tanto più nascosto, tra inetti che formano una casta per conservare i loro privilegi.

 

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giovedì, 01 ottobre 2009

La verità dei TG




A proposito di un post di puntorosso  su come si confeziona la verità televisiva dell'informazione, rimando a questo mio saggio scritto 4 anni , fa che è ancora possibile ordinare e trovare in libreria, nel quale concordo pienamente con la tesi Antonio Ricci, autore e produttore dei più seguiti programmi delle reti Mediaset, ovvero: la televisione è un veleno. E se lo dice lui c'è di che credergli. Solo che mentre lui la ritiene un veleno necessario, in questo libro io sostengo che se ne potrebbe fare volentieri a meno.
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giovedì, 01 ottobre 2009

Il Filosofo:dove cercare la salvezza del mondo, tra aporie e orrore


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Il termine aporia deriva dal greco áporos che vuol dire senza passaggio, impraticabile, insormontabile, inaccessibile. Ma anche: senza risorse, inabile, povero, privo di qualcosa. Vuol dire inoltre: difficile, imbarazzante. Sicché a sua volta aporia significa: difficoltà di passare, mancanza, difetto, privazione; imbarazzo, difficoltà, disagio, incertezza, dubbio. L’alfa privativa infatti nega ogni póros, ogni passaggio, ogni sentiero, ogni con-dotto, ogni via, ogni methodos, ogni espediente. Certo, è sempre aporetico il nostro rapporto con l’inesprimibile, sempre contraddittorio, sempre incantevole e sublime. Ma, oltre all’esperienza della meraviglia filosofica dinanzi all’idea di saggezza o di bellezza, non è altrettanto aporetica, e inesprimibile l’esperienza dell’orrore? Chi si accinge a scriverne o a parlarne utilizza spesso la categoria del sublime e riferisce sempre circa l’incomunicabilità di quella esperienza. Nel senso che né loro né tanto meno chi li sta ad ascoltare, proprio come Socrate e i suoi giovani interlocutori, sono in grado di definire con precisione che cosa sia stato l’inferno di Auschwitz o il genocidio del Rhuanda, o un terremoto devastante. Anche qui, il lógos non sembra essere in grado di trasmettere alla storia quel che è stato l’universo concentrazionario dell’orrore. Giacché, se fosse stato recepito e compreso, il suo messaggio, se questo ammonimento fosse comprensibile in sé e per noi, oggi non saremmo costretti a riprovare di nuovo la indicibile vergogna dinanzi a un essere umano trattato come cosa e come animale. Allora io credo che forse non è  più necessario un Dio, ma forse, allora, stupirsi sempre ad ancora solo all’incanto dell’arte e della bellezza, come diceva Dostoevskij, perchè solo queste forse ci  possono ancora salvare .

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giovedì, 01 ottobre 2009

Contro la tirannia della maggioranza. Una lettura filosofica per comprendere i guasti attuali.

Una democrazia può sopravvivere se viene meno il dibattito? Esiste il progresso in una società in cui l’opinione della maggioranza è considerata Verità? Quale deve essere il ruolo degli intellettuali? Agli albori della società democratica, il filosofo liberale John Stuart Mill analizza i rischi che questo sistema può correre se degenera in una «tirannia della maggioranza», cioè se le scelte e le opinioni condivise dai più, in ambito politico, economico o culturale sono ritenute  inconfutabili.

Per evitare che la democrazia si trasformi in una «mediocrazia» che tiene conto solo della forza del numero e non di quella del merito, Mill propone alcuni rimedi: essi uniscono il principio secondo cui l’individuo è sovrano «su se stesso, sul proprio corpo e sulla propria mente» a quello che difende il diritto dell’intera popolazione di partecipare alle scelte del governo formulate in base ad un metodo deliberativo che esalta il confronto vitale nella pluralità delle posizioni. Se la società sarà disposta ad ammettere l’importanza degli intellettuali critici, se sarà pronta a mettere in discussione le convinzioni tradizionali senza pretendere di conoscere già la Verità, allora sarà possibile per ciascuno sviluppare appieno la propria personalità e, quindi, creare le condizioni per un progresso generale. Altrimenti non potranno che esserci l’immobilismo, la stagnazione e il declino. Ripercorrendo le tappe principali del pensiero liberale ottocentesco, con l’ausilio di una vasta bibliografia, il libro tenta di dimostrare l’attualità dell’analisi milliana all’interno della moderna democrazia e dei suoi governi, che sembrano non sopportare più il dissenso, che mirano all’unanimismo e al compromesso ad ogni costo, e sempre più spesso ritengono di poter interferire con le scelte di vita individuali e di poter decretare in ogni ambito, anche il più privato, ciò che è eticamente giusto e ciò che invece è immorale.

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martedì, 29 settembre 2009

Eravamo ROM?




"Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura.
Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie.
Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti.
Si presentano in due e cercano una stanza con uso di cucina. Dopo pochi giorni diventano quattro, sei, dieci.
Parlano lingue incomprensibili, forse antichi dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l'elemosina, spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti.
Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti.
Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro.
I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alla frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali."

Ottobre 1912, relazione dell'Ispettorato per l'Immigrazione del Congresso degli Stati Uniti d'America sugli Italiani.

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venerdì, 25 settembre 2009

Cinque minuti di ordinaria follia



Segnalo questa nota così come  è pervenuta a me e ad altre persone via mail. sapevo già dell'accaduto e conoscendo il tipo, devo dire che non mi sono meravigliato molto. Atteggiamenti da bullo, facinoroso e Masaniello d'antan, gli appartengono, come appartengono, ai suoi ceffi e alla sua "cultura". Il punto preoccupante però è un altro: tutto questo è avvenuto sotto lo sguardo delle forze dell'ordine che non hanno mosso un dito. Tutto questo sta avvenendo quando sono già stati avvertiti:Procura e Prefettura. Noi VAS agiremo come si conviene, convinti che esistano ancora norme scritte in questo paese e leggi da far rispettare e se qualcuno se ne è dimenticato noi glielo faremo ricordare.

Franco Cuomo Corrdinatore del Circolo VAS di Vico equense

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Il sindaco di Vico Equense,Gennaro Cinque preso da un raptus di follia, aggredisce genitori ed alunni davanti al plesso scolastico di Ticciano, mandando all'ospedale diverse persone tra cui dei bambini di scuola materna ed elementare, tutto sotto gli occhi compiacenti divigili e polizia di stato. Questi i fatti di un mattino di ordinaria follia. Martedì mattina ennesimo giorno di presidio davanti alla scuola di Ticciano, teso a difendere il plesso dall'esproprio dell'amministrazione comunale, che nonostante il parere contrario della Regione Campania, unica deputata ad intervenire in materia di scuole, e di una sentenza del TAR favorevole ai cittadini\utenti\genitori,continua nel tentativo di distruggere un edificio scolastico in cambio di fattorie di bellezza e di piste ciclabili. All'improvviso compare il primo cittadino che accompagnato da alcuni vigili urbani e preceduto da una pattuglia di polizia in borghese,  dopo aver confabulato, attacca a testa bassa i genitori travolgendo nella sua follia donne bambini e aggredendo un genitore posto a difesa della porta della scuola, ferendolo alla testa con un mazzo di chiavi, tra il silenzio della polizia presente sul posto, veniva allontanato dai vigili urbani, tra lo stupore ed il pianto di donne e bambini spaventati. Fino a quanto potrà durare tutto questo? E poi mi e vi chiedo, cosa sarebbe successo con questa polizia sia di stato che comunale,se uqalche cittadino avesse reagito con eguale forza alle violenze del signor sindaco?
Stiamo messi male,molto male.
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mercoledì, 23 settembre 2009

Lo scandalo dei compensi dirigenziali. Una lettera a marco De Marco deil Corriere del Mezzogiorno



Gentile direttore,

 

leggo dalle pagine del Suo giornale che i burocrati sono i nuovi ricchi, che sono molti, e che sono ben pagati. Sicuramente  ben più dei prof universitari e dei magistrati al massimo della loro carriera. Poi leggo ancora, che bisogna dire grazie a Brunetta per l’operazione trasparenza posta in essere nella pubblica amministrazione per aver reso pubblici i lauti compensi dei dirigenti, sia di quelli interni agli enti ( Ministeri, Regioni, Province ,Comuni e Camere di Commercio) sia di quelli esterni, ovvero i famosissimi e chiacchieratissmi (fino a poco tempo fa, ora non più ) consulenti esterni. Nello stesso articolo leggo ancora che “purtroppo senza consulenze esterne molte amministrazioni non potrebbero mai portare a termine i propri compiti.Questo perché le professionalità interne non sono state selezionate in maniera adeguata. E così è chiaro che quello che non sono stati in grado di fare i dipendenti è poi necessario chiederlo a professionisti esterni. Che poi devono essere pagati quello che valgono”. Qualche spunto di riflessione e qualche domanda mi verrebbe di farla. Se i dirigenti interni, mal selezionati o per niente selezionati non sono in grado di portare a termine i propri compiti, perché continuano a percepire compensi così alti e perché non vengono mai rimossi dagli incarichi ricoperti? E se i burocrati interni ed esterni hanno guadagni così alti come mai la pubblica amministrazione italiana:quella statale e quella degli enti locali è la peggiore d’Europa? Non dico quindi grazie a Brunetta,perché quella di Brunetta è una mera operazione di facciata. I  dati riportati dal  Suo giornale, dovrebbero far riflettere tutti  sullo scandalo della mano morta delle clientele politiche attraverso la gigantesca rete di commesse e prebende elargite con fare munifico e sibaritico. Compensi dati ad un ceto che è totalmente parassitario sul quale si regge sia il governo di Brunetta, sia quello di Bassolino in Campania, per perpetrarne la conservazione e i consensi. Eppoi: dove sono i curricula di questi alti dirigenti, chi li sceglie e come? A leggere i compensi dei Dirigenti della Regione Campania, mi aspetterei come minimo di trovarmi nella migliore Regione d’Italia e non nell’ultima come leggo sempre sul Suo giornale. Dunque c’è qualcosa che non quadra. Non mi risulta che con i 196.126 euro annui del coordinatore dell’Area Fondi Europei della Regione Campania , questa abbia fatto chissà quali grandi passi avanti in innovazione, nuovi posti di lavoro e qualità della vita e dell’ambiente e dei trasporti, attraverso la gestione dei cosiddetti POR. A palazzo San Giacomo i dirigenti guadagnano mediamente quanto la Sindaca, ovvero 81 mila euro contro gli 84 mila della prima cittadina e la città di Napoli basta guardarla: non è certo Zurigo. Inoltre quei dati riportati non sono veritieri, perché quelle cifre sarebbero ancora più gonfie e dunque ancora più scandalose, se avessero tenuto conto degli aumenti di retribuzione, gratifiche di produttività, bonus e premi di incentivazione, che invece sono stati nascosti anche perché bisognerebbe vedere poi come vengono assegnati e da chi. Insomma uno scandalo che dovrebbe far riflettere se si pensa che un giovane laureato al suo primo contratto a termine prende mensilmente 800 euro, un operaio specializzato della Fincantieri, che si ammazza fisicamente di lavoro ne prende 1000, e un impiegato di questi stessi enti ne prende 1500 in fase apicale, contro gli 8mila/10mila e passa di  cotanta professionalità.

 

Franco Cuomo

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Chi sono

Utente: francescobis
Nome: franco cuomo
Franco Cuomo è funzionario pubblico, filosofo, pittore,scrittore, blogger, ha insegnato Fondamenti di cultura tecnologica, Estetica dei media,Etica ambientale alla Federico II di Napoli , Sociologia dei processi comunicativi e culturali alla Seconda Università di Napoli. Ha pubblicato svariati saggi di filosofia ed un romanzo.Nell'ordine:Integrazione del Moderno ed estetica negativa,Tempi Moderni, NA 1983;Tecnica ed épisteme, Milano 1986;I simulacri della malinconia, napoli 1993,La sparizione dello spazio urbano, Electa Napoli,1994;Estetica della comunicazione e etica dell'artificiale,Napoli,1996:Critica del totalitariamo ed etica della libertà in Karl Popper, 1999;Etica e globalizzazione,Napoli 2002, I media e la costruzione del reale,Dedalo Roma 2005,;Quell'estate psichedelica del '66, romanzo, Milano,2007;Dei volti che ha medusa,Napoli,2008. Si occupa di difesa dell'ambiente come ccordinatore del circolo VAS(Verdi Ambiente e Società)ama l'arte contemporanea e la musica, ma in genere tutte le arti, se autenticamente tali,.Franco Cuomo is philosopher and painter too, he is, at present, teacher of Sociology of media and Culturals Systems at Department of Cultur of Project at representetion area of Faculty of Architecture at University of Naples. He was been assistant professor of Cultur of the project . He delivered a seminars about interactions between the the contemporary philosophic thinking and the culturals patterns of the representation of technology. He teached Semiology and aestheticas of media at Superior School of Industrial Design of faculty of architecture of FedericoII in Naples. Government Official of departement Museum and Libaries of Provinces Campania he promoves and organize the services and cultural events on territory. He published with the Italian Institute of Philosophic Studies and the University of Naples: The ethics of freedom and critics of totalitarism in Karl Popper (Naples 2000); Integration of the Modern and negative aesthetics(Naples 1983); The simulacres of melancholy (Naples 1994) The modern rationality and the idea of technics (Milan 1996); The disapearance of urban space ( Electa Naples 1997); Auestheticas of media and ethics of artificia (Naples 1997); Ethics and globalization( Naple 2003); The media and construction of real (Rome 2006); At present the last books are a novel and, a research about the relations of representations of the imagines of Naples and the cultur of the city: On Medusa's faces. The drama of risk and his scene.Hi is iterested too at the developpes of gay cultur in the contemprary urban system.


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